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SetUp15 Plus

Alviani ArtSpace presenta Elena Bellantoni
HALA YELLA at the end of the world / el fin del mundo

Dal 23 al 25 Gennaio
Centro Natura – Via Albari 4/A – Bologna

SABATO 24 dalle ore 23
Festa su invito @Via Capo di Lucca 27/B

Il progetto Hala Yella, è il risultato di 3 mesi di ricerca nel sud del Cile, precisamente nella regione Antartica di Capo Horn. Elena Bellantoni ha intrapreso un lungo viaggio dall’Europa per incontrare Cristina Calderon, l’ultima donna dell’antica stirpe Yaghan, popolazione dei nativi della Patagonia. La Calderon è stata dichiarata patrimonio umanitario dall’UNESCO nel 2006. Quando Cristina non ci sarà più insieme a lei scomparirà una lingua ed una cultura millenaria.

Il lavoro che viene presentato per SetUp+ si compone di due video installazioni: una inedita at the end of the world / el fin del mundo e la seconda adios / addio finalista al Talent Prize dove si è aggiudicata il premio di Repubblica.it

at the end of the world / el fin del mundo è una potente sequenza di immagini del mare dell’antartica capace di immergere lo spettatore in una strada d’acqua dove chi guarda percepisce la vertigine di trovarsi tra la terra avvistata ed il suo confine d’acqua. Protagonista è il canale di Beagle: lo stretto che seziona l’arcipelago della Terra del Fuoco, all’estrema punta meridionale del Sudamerica. Le immagini ci mostrano il percorso che gli antichi conquistatori compivano per raggiungere “el fin del mundo” Capo Horn.
Elena Bellantoni si e’ spinta in questo luogo estremo nel 2013 per incontrare l’ultima donna dei nativi della Patagonia, Cristina Calderon di stirpe Yaghan.

adios / addio documenta il dialogo con Cristina Calderon e lo sforzo da parte dell’artista di creare un percorso tra due mondi così lontani spazialmente e culturalmente. La volontà non è quella di definire “l’altro” ma di conoscerlo attraverso i suoi racconti: la posizione scelta è quella dell’ascolto e dell’apprendimento, opposta quindi rispetto a quella dei primi conquistatori.
Il metodo di ricerca e di lavoro è il viaggio in se stesso, un’avventura utopica attraverso terre sconosciute, verso ciò che non è semplicemente solo distante ma probabilmente impossibile da raggiungere. La scoperta e l’apprendimento di questa nuova cultura si svolge principalmente attraverso la traduzione della lingua e la costituzione di un Abbecedario, in cui ogni parola Yaghan è trascritta in tre lingue differenti: Spagnolo, Italiano e il linguaggio delle immagini.

Con la cena, “Ritorno all’essenza nella lingua degli Yaghan – Haì wàfa (io mi chiamo….)” a cura di Pina Siotto, organizzata presso il centro natura per sabato 24 in occasione di SetUp+, il derridiano “impossibile ma necessario” atto di traduzione verrà arricchito da una nuova lingua, quella del cibo.
L’Abbecedario si fa nuovamente strumento d’indagine per stabilire un dialogo, ma il terreno nel quale avviene lo scambio non è più solo visivo ma anche culinario.
Il sapore delle parole con cui sono indicati nella lingua di Cristina Calderon gli elementi naturali, testimoni immortali del passaggio nella Terra del fuoco della civiltà Yaghan, ispirano il menù che ci condurrà alla scoperta della loro cultura.

Lucia Zappacosta

 

Sabato 24 inoltre sempre presso il centro natura dalle ore 19,15 si svolgerà la cena a tema a cura di Pina Siotto.
Ad ispirare il menù di Pina l’Abbecedario che Elena Bellantoni ha costruito per comunicare con Cristina Calderon e il testo “In Patagonia” di Bruce Chatwin da cui deriva la sua considerazione tradotta nella lingua Yaghan.

 

“Gli Yaghan erano nomadi nati, anche se di rado si spingevano lontano. L’etnografo padre Martin Gusinde ha scritto: “Somigliano agli irrequieti uccelli migratori, che si sentono felici e intimamente calmi solo quando sono in movimento”; e il loro linguaggio rivela l’ossessione del tempo e dello spazio dei marinai.”
(Bruce Chatwin, In Patagonia, Adelphi, Milano, 2003.)

Le alghe stanno al mare, come le foreste stanno alla montagna, come gli Yaghan stanno alle alghe, al mare, alla foresta, alla montagna, alla luna, al sole, alle stelle.

Haush sta a Ija come Ashuna sta a Tulara, come Yaghan sta a Haush, a Ija, a Ashuna, a Tulara, a Hannuja, a Lam, a Aparnij.

MENU
Ritorno all’essenza nella lingua degli Yaghan
Haì wàfa (io mi chiamo….)
cura di Pina Siotto

Hannuja (luna)
veg – Vellutata di sedano rapa

Lam (sole)
veg – Miglio alla curcuma

Aparnij (stella)
veg – Insalata di riso nero con ceci

Tulara (montagna)
veg – Seitan in crema di champignon e fiori di romanesco

Ashuna (foresta)
veg – Tonalità verdi in insalata

Haush (alga)
veg – Carpaccio di cavolo rosso su gelatina alle mele

Ija (mare)
veg – Dessert: Isole di bianco su mare verde al macha

 

Centro Natura | Via Albari 4/A – 40126  Bologna
dal 23 al 25 gennaio
23 gennaio dalle 11 alle 22
24 gennaio dalle 19 alle 23 + cena
25 gennaio dalle 11 alle 18